I giovani del progetto FARO iniziano a dare forma alle proprie emozioni attraverso la scrittura: storie che nascono dal cuore e prendono vita sulla carta.
Il laboratorio di scrittura creativa ed emozionale di Troisi Project APS è ormai entrato nel vivo. Dopo le prime settimane di attività, i ragazzi hanno iniziato a riempire i loro quaderni di frasi, appunti e racconti che parlano di sé, dei propri sogni e delle proprie paure.
In un’aula che spesso si riempie di silenzi carichi di concentrazione, le parole si trasformano in un ponte tra pensieri e realtà. La presidente di Troisi Project, che guida il laboratorio, incoraggia i partecipanti a “scrivere senza paura”, lasciando che le emozioni scorrano libere.
I primi testi sono brevi, semplici, ma intensi. Una ragazza ha scritto:
“Quando non riesco a parlare, le parole si nascondono. Ma sulla carta non scappano: diventano mie.”
Un altro ragazzo ha letto davanti al gruppo un racconto che parlava di un amico immaginario, simbolo di un bisogno di ascolto. Alla fine della lettura, l’aula si è riempita di applausi spontanei. In quel momento, la scrittura ha mostrato tutta la sua forza: non solo tecnica, ma anche terapia emotiva, occasione di condivisione e riconoscimento reciproco.
Gli esercizi proposti alternano momenti di introspezione a giochi creativi: scrivere a partire da una parola casuale, immaginare un personaggio, inventare una storia collettiva. Ogni attività è un passo in più verso la consapevolezza che le emozioni, quando trovano voce, non fanno paura, ma diventano energia creativa.
I ragazzi stanno scoprendo che scrivere non significa solo “raccontare qualcosa”, ma anche riconoscere sé stessi. È un percorso che richiede coraggio, perché mette a nudo fragilità e sentimenti, ma allo stesso tempo regala soddisfazione e leggerezza.
Come ha detto un partecipante al termine dell’incontro:
“Scrivere qui è diverso che a scuola. Qui nessuno ti giudica: le parole sono solo nostre, e ci fanno sentire liberi.”
Il laboratorio di scrittura creativa si conferma così uno degli spazi più speciali del progetto FARO: un luogo dove i ragazzi non solo imparano tecniche narrative, ma soprattutto trovano un modo per dare voce alla propria interiorità e per sentirsi meno soli nel cammino dell’adolescenza.